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oradiRC - l'ora di Religione Cattolica
all'Istituto di Istruzione Superiore "Piero Martinetti" di Caluso (TO)
lunedì 29 agosto 2022
venerdì 1 luglio 2022
I SANTI PIETRO E PAOLO
Il 29 giugno è la ricorrenza dei due apostoli e due personaggi diversi, ma entrambi fondamentali per la Storia della Chiesa del primo secolo. Entrambi hanno costruito le radici sulle quali si alimenta continuamente la fede cristiana.
lunedì 27 giugno 2022
LE COSE CHE CI FANNO PAURA
Quali sono le cose che ci fanno paura e come affrontarle? Le
due sorelle adolescenti Evie e Lottie lo scoprono molto in fretta in una Londra
contemporanea e multiculturale dove però il razzismo è sempre dietro l’angolo.
Il romanzo “Le cose che ci fanno paura” di Keren David affronta
questo argomento in modo lieve: il lettore è accompagnato per mano alla
scoperta della cultura ebraica e messo di fronte alle contraddizioni umane che
interpellano la coscienza e chiedono una presa di posizione chiara.
La lettura del libro è stata proposta agli studenti di
alcune classi del nostro Istituto.
Per una migliore comprensione della storia, sono stati fatti alcuni approfondimenti durante le ore di IRC:
- cosa significa essere ebreo: antenati e discendenti
- lo shabbat e la sinagoga
- la Torah e gli oggetti rituali
- alcune festività importanti
- la cucina kosher: cibi e ricette
- e infine…contro i pregiudizi l’umorismo ebraico
E’ possibile visualizzare la presentazione del materiale preparato e proposto agli alunni (immagini, video e link) cliccando QUI
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sabato 9 aprile 2022
UN EBOOK PER LA PACE
Ecco un nuovo esperimento: l’idea di coinvolgere gli
studenti di alcune classi nella raccolta di idee e parole per la pace. I lavori
presentati singolarmente o per gruppi sono stati poi sistematizzati
dall’insegnante e adattati alle esigenze di pubblicazione. E’ nato, così, un
vero e proprio ebook leggibile online o scaricabile. Il font scelto è
“opendyslexic”, suggerito generalmente per favorire coloro che hanno difficoltà
di lettura. La solita rotellina delle impostazioni permette di modificare
alcuni parametri. Inoltre, se si utilizza il pc, è possibile selezionare il
pulsante “leggimi”, che attiva l’audiolibro.
La finalità del lavoro, che si inserisce nel contesto di
educazione alla pace, è quella di far riflettere gli studenti sull’argomento e
sui significati attribuiti a questa parola, aiutarli ad affrontare le paure e,
in un periodo così difficile, cercare di tenere viva la speranza in un futuro
migliore.
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sabato 2 aprile 2022
IL MARTINETTI INCONTRA L’IMAM
Per la prima volta in assoluto, mercoledì 30 marzo il nostro Istituto ha ospitato l’Imam Brahim Baya, portavoce e responsabile delle relazioni esterne e della comunicazione dell’Associazione Islamica delle Alpi, con sede a Torino. Il dott. Baya, nato in Marocco nei pressi di Casablanca e residente a Torino, ha incontrato gli studenti delle classi terze ai quali ha chiarito molti aspetti, descrivendo l’Islam come una religione molto variegata perché legata ad un’interpretazione del Corano diversificata. Ogni parola, ogni precetto può essere interpretato in mille modi, dal senso più illuminato dalla libertà e dal rispetto, a quello più radicale, talvolta intriso d’odio. E così - grazie anche alla grande competenza linguistica del relatore, che si occupa fra l’altro di traduzione dall’arabo all’italiano - sono stati passati in rassegna i significati di molte parole chiave quali islam (che va da pace o abbandono, fino a sottomissione), Jihad (da sforzo a guerra santa), fatwa (da diritto di morte a responso giuridico di un sapiente). Seguendo l’interesse dei ragazzi monitorato da sondaggi on line e le loro domande, Baya si è inoltre soffermato su alcune questioni scottanti della tradizione islamica come la condizione della donna e l’utilizzo del velo, il diritto all’istruzione delle ragazze, l’utilizzo del burqa, la sottomissione volontaria ai precetti, il senso del digiuno del mese di ramadan e dell’elemosina, la natura del giorno del venerdì e come un individuo islamico che vive in occidente possa conciliare il lavoro con la pratica della sua religione.
Baya ha ammesso che l’Islam oggi sta attraversando un periodo molto oscuro, in cui riemergono con prepotenza antichi retaggi culturali addirittura preislamici ed ha invece predicato un Islam diverso, in cui il precetto religioso si svincola dalla sua valenza giuridica e resta soltanto una scelta libera del fedele, un modo per diventare persone migliori alla scuola di Dio, Allah o YHWH. Sempre lo stesso Dio. Quello predicato da Brahim Baya, in un’atmosfera di dialogo interreligioso, è senz’altro un Islam che non fa rumore, di cui pochi parlano, ma che per fortuna molti praticano. L’altro Islam, quello violento, che nega alle bambine di istruirsi, che pretende di essere padrone della propria moglie, che si arma in nome di Dio per punire gli infedeli e il laicismo che avanza, di quello sì che i giornali e i social parlano e a ragione. La nostra speranza è che tutti gli islamici moderati e pacifisti del mondo abbiano la stessa libertà di parola e di pensiero di Brahim Baya e diventino presto un coro capace di soffocare inconcepibili grida d’odio in nome di Allah.
L’iniziativa è stata
proposta e organizzata dal dipartimento IRC, formato dalle docenti Emanuela
Cicchini, Francesca Foti e Ileana Orsini che ha moderato l’incontro.
sabato 5 marzo 2022
PAROLE PROFETICHE
Rileggendo l’Enciclica “Pacem in Terris” (1963) di Giovanni XXIII non si può fare a meno di pensare che, alla luce degli avvenimenti attuali, le sue siano parole profetiche.
Eccone alcuni estratti:
Ci è pure
doloroso costatare come nelle comunità politiche economicamente più sviluppate
si siano creati e si continuano a creare armamenti giganteschi; come a tale
scopo venga assorbita una percentuale altissima di energie spirituali e di
risorse economiche; gli stessi cittadini di quelle comunità politiche siano
sottoposti a sacrifici non lievi; mentre altre comunità politiche vengono, di
conseguenza, private di collaborazioni indispensabili al loro sviluppo
economico e al loro progresso sociale.
Gli armamenti,
come è noto, si sogliono giustificare adducendo il motivo che se una pace oggi
è possibile, non può essere che la pace fondata sull’equilibrio delle forze.
Quindi se una comunità politica si arma, le altre comunità politiche devono
tenere il passo ed armarsi esse pure. E se una comunità politica produce armi
atomiche, le altre devono pure produrre armi atomiche di potenza distruttiva
pari.
In conseguenza
gli esseri umani vivono sotto l’incubo di un uragano che potrebbe scatenarsi ad
ogni istante con una travolgenza inimmaginabile. Giacché le armi ci sono; e se
è difficile persuadersi che vi siano persone capaci di assumersi la
responsabilità delle distruzioni e dei dolori che una guerra causerebbe, non è
escluso che un fatto imprevedibile ed incontrollabile possa far scoccare la
scintilla che metta in moto l’apparato bellico. Inoltre va pure tenuto presente
che se anche una guerra a fondo, grazie all’efficacia deterrente delle stesse
armi, non avrà luogo, è giustificato il timore che il fatto della sola
continuazione degli esperimenti nucleari a scopi bellici possa avere
conseguenze fatali per la vita sulla terra.
Per cui giustizia, saggezza ed umanità domandano che venga arrestata la corsa agli armamenti, si riducano simultaneamente e reciprocamente gli armamenti già esistenti; si mettano al bando le armi nucleari; e si pervenga finalmente al disarmo integrato da controlli efficaci. "Non si deve permettere — proclama Pio XII — che la sciagura di una guerra mondiale con le sue rovine economiche e sociali e le sue aberrazioni e perturbamenti morali si rovesci per la terza volta sull’umanità" .
Occorre però riconoscere che l’arresto agli armamenti a scopi bellici, la loro effettiva riduzione, e, a maggior ragione, la loro eliminazione sono impossibili o quasi, se nello stesso tempo non si procedesse ad un disarmo integrale; se cioè non si smontano anche gli spiriti, adoprandosi sinceramente a dissolvere, in essi, la psicosi bellica: il che comporta, a sua volta, che al criterio della pace che si regge sull’equilibrio degli armamenti, si sostituisca il principio che la vera pace si può costruire soltanto nella vicendevole fiducia. Noi riteniamo che si tratti di un obiettivo che può essere conseguito. Giacché esso è reclamato dalla retta ragione, è desideratissimo, ed è della più alta utilità.
Allontani egli dal cuore degli uomini ciò che la
può mettere in pericolo; e li trasformi in testimoni di verità, di giustizia,
di amore fraterno. Illumini i responsabili dei popoli, affinché accanto alle
sollecitudini per il giusto benessere dei loro cittadini garantiscano e
difendano il gran dono della pace; accenda le volontà di tutti a superare le
barriere che dividono, ad accrescere i vincoli della mutua carità, a
comprendere gli altri, a perdonare coloro che hanno recato ingiurie; in virtù
della sua azione, si affratellino tutti i popoli della terra e fiorisca in essi
e sempre regni la desideratissima pace.
(Pacem in Terris, 59-60-61-91)
Il documento viene analizzato durante l’ora di Religione con
le classi quinte, all’interno del modulo “La Chiesa nel Novecento”.
domenica 27 febbraio 2022
DESIDERIO DI PACE
Cosa pensano i giovani della pace?
Gli alunni della classe 2B indirizzo Chimico già all’inizio
di febbraio hanno preparato alcune slides sull’argomento per un lavoro di
gruppo digitale: utilizzando un file condiviso di Google Presentazioni hanno
scelto immagini e citazioni sull’argomento e le hanno accompagnate con le loro
riflessioni personali.
Gli elementi iconografici comuni sono indubbiamente
- LA COLOMBA CON L’ULIVO. Questa figura compare dopo il diluvio, come segno di riconciliazione: “e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo” (Gen. 8,11)
- LE MANI STRETTE O INTRECCIATE INTORNO ALLA TERRA, simbolo di condivisione e unione senza confini.
Le parole inserite sono soprattutto citazioni di persone che
costituiscono esempi per l’umanità intera, come Madre Teresa di Calcutta,
Nelson Mandela e Mahatma Gandhi; il desiderio che emerge anche nelle
riflessioni personali è la capacità di sognare e di costruire una convivenza senza
distinzioni e discriminazioni.
Questo l’hanno imparato fin da bambini, con le poesie e le
filastrocche. Adesso, però, bisogna che se ne ricordino anche gli adulti!!!
Allora facciamo un ripasso. Ecco qui PROMEMORIA, di Gianni Rodari: