martedì 28 maggio 2019

SI PUÒ FARE ovvero NON ASPETTARE UN EVENTO STRAORDINARIO PER PRENDERE COSCIENZA DEL CORPO E DEL TUO LATO EMOTIVO


Gli alunni di terza hanno potuto assistere ad un momento di sensibilizzazione, in istituto, con un nostro ex alunno Matteo Gamerro. Diplomatosi da noi, laureatosi al Politecnico di Torino, malato di SLA che lo ha portato sulla sedia a rotelle. Inizia l’avventura della scrittura pubblicando , nel 2014, il suo libro autobiografico “2 Grandi, 2 Piccole” e nel 2016 “Si può fare..” in “cadrega” a Santiago di Compostela.
La moderatrice Samantha ha posto domande sulla sua vita, sulla sua malattia e gli alunni, rispettosi e attenti, hanno chiesto a Matteo le sue esperienze scolastiche e di vita da malato. Alle domande sul cammino in Spagna, Matteo risponde così:
“Avevo il desiderio di percorrere un pezzo del Cammino di Santiago di Compostela: non ho mai pensato di fare tutti i novecento chilometri del mitico percorso, ma poterne percorrere anche solo una parte, con l’aiuto dei miei “angeli custodi”, era comunque una bella scommessa. Anche perché fare un cammino, per uno che non cammina più da qualche anno, potrebbe risultare una contraddizione di termini.
Quindi “si può fare” anche un cammino per un non deambulante, se aiutato dagli amici”.

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domenica 19 maggio 2019

DIALOGHI, OBIEZIONI E DEGUSTAZIONI


Prendendo spunto da “Il Re, il Saggio e il Buffone”, di cui abbiamo scritto nella categoria LIBRI, è stato chiesto agli alunni della classe 2H indirizzo Chimico di rappresentare, divisi in gruppi, le religioni coinvolte e di descrivere e valorizzarne le peculiarità.
Ecco allora “Ebrei”, “Cristiani”, “Musulmani”, “Buddhisti” e “Atei”: ciascun gruppo ha presentato la religione scelta esponendo alcuni principi dogmatici, ma soprattutto mettendo in evidenza simboli e tradizioni. I compagni in ascolto avevano la possibilità di porre domande ed obiezioni per avere chiarimenti.
Gli studenti hanno bene accolto la proposta di questa attività, accompagnandola con alcuni elementi di supporto alla spiegazione, come ad esempio il cartellone preparato dai “Buddhisti” con i colori simbolici


il calendario comparato portato dagli “Ebrei”


e le torte, ispirate a ricette tipiche, offerte dai “Musulmani” e dagli “Ebrei”.
Questa è quella presentata dal gruppo degli “Ebrei”, nella versione chiamata “Basbousa”  o “Safra”  secondo la ricetta tradizionale utilizzata dalle donne ebree in Libia.


Ingredienti per realizzare due torte (30 minuti di preparazione e 1h di cottura):
2 uova, 1 bicchiere di zucchero semolato, 1 bicchiere di olio di semi di arachidi, 1 bicchiere d’acqua, 3 bicchieri di semola di grano duro, ½ bustina di lievito per dolci.
Ingredienti per lo sciroppo:
250 g. di zucchero semolato, 1 bicchiere d’acqua, ½ limone, 3 cucchiai di acqua di fiori d’arancio.
Infine, mandorle pelate per realizzare la decorazione.
Raccomandazione: “Durante la cottura della torta bisogna continuare a mescolare lo sciroppo!”

La torta dei “Musulmani” è sparita prima che qualcuno potesse avere l’idea di farne la foto.

E’ stata un’ottima occasione, nonostante la difficoltà della richiesta. Il percorso “Il Cristianesimo in dialogo con le altre religioni” si inserisce nella programmazione prevista per gli allievi delle classi seconde, che generalmente tra le iniziative ideali di impegno per il dialogo e la pace collocano al primo posto  la convivialità e il piacere del mangiare insieme!

Post collegato:

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domenica 12 maggio 2019

CITTADINANZA E COSTITUZIONE: QUALCHE IDEA


Tra le novità dell’imminente Esame di Stato, si inseriscono i percorsi di Cittadinanza e Costituzione. Durante l’ora di Religione abbiamo sempre fatto qualche approfondimento in questo ambito; eccone alcuni inseriti nella programmazione delle classi quinte, coerentemente con i diversi indirizzi frequentati dagli alunni:
  • Il rapporto con il creato, qualità della vita umana,  ecologia integrale e sviluppo sostenibile. L’enciclica Laudato si’ (2015 - Papa Francesco).
  • Messaggio di Papa Francesco in occasione della XXVII Giornata Mondiale del Malato (Calcutta, India, 11 febbraio 2019). Ambiente e salute.
  • La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e i punti di raccordo con gli insegnamenti biblici e della Chiesa Cattolica.

Ricordiamo anche altri spunti e idee di cui abbiamo già parlato in post pubblicati in precedenza, come ad esempio:



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venerdì 26 aprile 2019

I.I.S. MARTINETTI: IL CAPITANO ULTIMO SI RACCONTA AI GIOVANI


Venerdì 12 aprile, in un’Aula Magna gremita, l’I.I.S. “Martinetti” ha avuto il prestigio e l’onore di ospitare il Colonnello Sergio De Caprio, alias ULTIMO, uomo che al comando di CRIMOR arrestò il capo di Cosa Nostra Salvatore Riina.
L’iniziativa, di altissimo valore civico, è stata organizzata dall’istituto calusiese in collaborazione con l’I.I.S. “Ubertini”. Le classi 5 dell’istituto, approfondendo Cittadinanza e Costituzione, hanno avuto l’occasione di conoscere in prima persona chi applica la Legge con dedizione e Amore verso gli ultimi della società.

Ecco alcune domande e risposte significative.

Che cosa vi spinge a dedicare la vostra vita a un mestiere così rischioso?
È l’amore che ci spinge, l’amore che ci tiene legati anche a chi non conosciamo e che ci muove a dedicarci alla società civile, donandosi senza volere nulla in cambio, ma per la fratellanza che ci unisce in quanto uomini.

Qual è il rapporto tra il coraggio e la paura?
La paura è una costante della vita, anche voi che siete in questa sala in questo momento mi fate paura; ma anche se ho paura non scappo.

Ha una famiglia? E quali sono i suoi rapporti con lei?
Naturalmente noi non parliamo mai delle nostre famiglie, per ragioni di sicurezza. Certo le trascuriamo, le abbandoniamo, ma le portiamo sempre nel cuore. Ci sentiamo in colpa perché non siamo vicini a loro nel quotidiano, ma sanno che li amiamo e sono fieri di noi.

Perché tiene il volto coperto anche se la mafia conosce il suo nome?
Perché la mafia non conosce la mia faccia, le nostre facce. Tutti i Carabinieri sono addestrati all’eventualità di vivere nascosti: allora dobbiamo essere nebbia, l’incubo, l’ossessione segreta dei criminali.

Il Capitano Ultimo nell'Aula Magna dell'I.I.S. "Martinetti" di Caluso


Come nasce la Casa-famiglia Volontari Capitano Ultimo?
Il nostro sogno è un mondo che non abbia bisogno di Carabinieri, ci battiamo per realizzare gli ideali di legalità, fraternità, uguaglianza. La Casa-famiglia nasce da questo sogno e dalla volontà di dare un’opportunità ai ragazzi che si sono perduti, dare loro una famiglia, scendere in strada superando l’indifferenza, e come soldati donarsi all’altro prendendosi cura di chi non ha avuto una possibilità.

Quanto ha scommesso la mafia sulla sua vita?
So che Bagarella avrebbe pagato un miliardo di Lire per la mia cattura, ma a me non interessa: per me la mafia è niente.

Quanto è durata l’operazione di cattura di Riina? E quanto dura un’operazione in genere?
La durata di un’operazione la decide l’avversario, che va seguito, studiato, dobbiamo diventare come un suo parassita. La cattura di un criminale è un’arte, nella quale ognuno esprime i propri talenti. L’operazione di cattura di Riina durò circa quattro mesi, ma in genere le operazioni possono durare anni.

Durante la cattura di Riina, qual è stata l’emozione dominante?
Personalmente ho provato il vuoto tipico di quando si ottiene qualcosa che si stava inseguendo da molto tempo, ma anche la voglia di trovare subito un nuovo obiettivo. Di solito c’è poco tempo per le emozioni, prevalgono la concentrazione e la volontà di fare bene.

Che cos’ha provato quando pochi mesi fa Riina ha chiesto di uscire di prigione per problemi di cuore?
Il mio lavoro è in strada: io sono un combattente e quando finisce la battaglia non esisto più.

Ha lavorato con altri reparti dei Carabinieri?
Io sono cresciuto alla Stazione dei Carabinieri, persone che nel fare piccole cose non si rendono conto di realizzare qualcosa di grande. Da loro ho imparato l’umiltà del non ricercare sempre la ricompensa. Sono stato anche al ROS, nei Servizi Segreti e ora faccio parte del Reparto Servizi Ambientali e Parchi…ma il reparto più straordinario rimane sempre la Stazione dei Carabinieri.

Che cosa possono trasmettere gli insegnanti ai ragazzi di ciò che lei ha realizzato?
Io riconosco gli insegnanti come la massima autorità e chiedo scusa perché noi Carabinieri non siamo riusciti a donarvi un mondo senza soprusi, però ce l’abbiamo messa tutta. Insegnanti e ragazzi possono costruire questo mondo, possono rappresentare un esercito invincibile di fratelli che si tengono per mano. I ragazzi hanno una forza straordinaria: possono realizzare un mondo popolato da persone responsabili e con una voce: persone curiose, che fanno domande guardando il proprio interlocutore negli occhi e costringendolo a dare risposte concrete e ragionate. Il popolo e i giovani in particolare hanno autorità e devono contribuire a costruire un’Italia che cresce, orgogliosa del proprio passato ma anche capace di investire il proprio talento nella realizzazione di un futuro grande. L’insegnante è un miracolo: dona il proprio sapere a giovani che non sono i suoi figli, approfittatene e coltivate il vostro talento.

Che cosa l’ha spinto a diventare Carabiniere?
L’amore per la gente e la volontà di vivere la strada in mezzo all’umanità, in mezzo al popolo che sa donare, il bisogno di restituire amore a una comunità generosa.

Che cos’ha provato quando le hanno affidato il caso Riina?
Un grande onore, grande rispetto per chi era morto per quel caso, come Falcone e Dalla Chiesa, che ho visto prima abbandonati e poi uccisi. Ero entusiasta di poter affrontare quei nemici, ma ne sentivo l’enorme responsabilità.

Post collegato: NO ALLE MAFIE

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lunedì 18 marzo 2019

NO ALLE MAFIE


Il 21 marzo è la “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”; questo è un argomento che viene affrontato durante l’ora di Religione con alcuni approfondimenti, in particolare con uno sguardo attento ad alcune figure significative e impegnate nel contrasto alle mafie attraverso l’educazione e la cultura.
Abbiamo già accennato, in un precedente articolo, a don Luigi Merola. Sicuramente non può mancare uno spazio dedicato a don Pino Puglisi, ucciso il 15 settembre 1993 ma sempre più vivo nel cuore e nelle coscienze; o a don Luigi Ciotti, ispiratore e tra i fondatori di Libera, la rete di associazioni nata nel 1995 e attiva con progetti educativi, volti anche al riutilizzo sociale dei beni confiscati.
Per quanto riguarda i Pontefici, sono scolpite nella memoria le dure parole di San Giovanni Paolo II, pronunciate il 9 maggio 1983 dalla Valle dei Templi di Agrigento: “Lo dico ai responsabili: convertitevi! Una volta verrà il Giudizio di Dio!”
Papa Francesco, durante l’omelia della Messa celebrata nella Piana di Sibari il 21 giugno 2014, è stato molto chiaro: “Quando non si adora Dio, il Signore, si diventa adoratori del male come lo sono coloro i quali vivono di malaffare e di violenza…la ‘ndrangheta è questo: adorazione del male e disprezzo del bene comune. Questo male va combattuto, va allontanato, bisogna dirgli di no. Coloro che nella loro vita hanno questa strada, strada di male, come sono i mafiosi, non sono in comunione con Dio, sono scomunicati!”
Nel post di oggi, presentiamo alcuni estratti dai discorsi di Papa Francesco ai membri della Commissione Parlamentare Antimafia (21 settembre 2017) e della Consulta Nazionale Antiusura (3 febbraio 2018). Leggono Cristina e Francesca, alunne della classe 5A indirizzo Turistico.
La registrazione ha uno scopo didattico: fa parte della programmazione IRC e si inserisce nel percorso di educazione alla Cittadinanza e Costituzione, previsto per l’Esame di Stato.


Post collegati:
per don Luigi Merola
per don Pino Puglisi

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martedì 5 marzo 2019

SUI PASSI DI GIOVANNA D’ARCO

All’età di 13 anni circa Giovanna ha una visione: San Michele, Santa Caterina e Santa Margherita; questo episodio ispira  la sua decisione di fare di tutto per liberare la Francia dell’Inghilterra e incoronare Carlo VII re di Francia.
Il primo elemento considerato in questo percorso è, dunque, l’analisi della figura di San Michele Arcangelo, così come viene rappresentato da Guido Reni nel 1635, e un paragone con la “Pulzella d’Orléans” in uno dei magnifici arazzi di Beauvais.
Spada e armatura nonostante l’abito femminile, ecco gli elementi caratteristici:


Giovanna d'Arco, Museo degli Arazzi, Beauvais

Diversi sono i luoghi che interessano questo personaggio: Domrémy, villaggio natale, oggi Domrémy-la-Pucelle; Chinon, ove avvenne l’incontro con Carlo VII; Orléans, teatro della battaglia; Reims, nella cui Cattedrale fu incoronato Carlo VII; Rouen, dove Giovanna d’Arco fu condannata la rogo nel 1431 con l’accusa di stregoneria. 
Qui parliamo un po’ di Reims.
La cattedrale di Notre-Dame, patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1991, è stata edificata a partire dal 1211 su una chiesa del III sec.: sembra infatti che fosse sede di un Vescovo già a quell’epoca. A seguito di un incendio durante i bombardamenti del 1914 è stata restaurata, dunque è costituita anche elementi architettonici del XX sec., come le vetrate opera di Marc Chagall (1974).
Vi sono stati consacrati 31 sovrani (l’ultimo è stato Carlo X nel 1825). Con i suoi 150 m. di lunghezza, 48 di larghezza e 87 m. di altezza al campanile e 38 alla navata e 2303 statue è tra le più imponenti Cattedrali gotiche, più grande di Notre-Dame di Parigi (130 m. di lunghezza e 33/69 m. di altezza). 

Cattedrale di Notre-Dame, Reims
Cattedrale di Notre-Dame, Reims
Troviamo due statue di Giovanna d’Arco: una sulla piazza antistante ed una all’interno. Si può notare come la rappresentazione sia un po’ diversa dalla precedente e gli abiti femminili abbiano lasciato il posto all’armatura intera.


Giovanna d'Arco, Reims

Questo modulo è stato approfondito durante l’ora di Religione con gli alunni della classe 3B indirizzo Chimico, attraverso un percorso interdisciplinare concordato con l’insegnante di Storia. Agli studenti, avvalentisi e non, è stata proposta una presentazione in PowerPoint; gli obiettivi: far comprendere meglio il personaggio e il contesto storico attraverso i luoghi e le opere d’arte e  come un evento del passato sia ancora radicato nel presente, tanto che nelle diverse città ogni anno si svolgono feste e rievocazioni storiche in onore di Giovanna d’Arco, seconda patrona di Francia.

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domenica 24 febbraio 2019

BEATITUDINI E “PACEM IN TERRIS”

In preparazione alla Santa Quaresima e anche all’approfondimento di Cittadinanza e Costituzione, le classi 5 approfondiscono l’enciclica “Pacem in terris” di Giovanni XXIII, sempre attuale. Le classi confrontano il testo delle Beatitudini (Mt. 5) con l’enciclica del 1963, gli alunni si rendono conto che pur in assenza da diciotto anni di un vero conflitto generalizzato ed armato (come nel caso delle guerre mondiali ), in realtà praticamente dalla fine della seconda ne era in corso un’altra, detta “fredda”, contrappuntata qua e là da scontri con le armi in diversi fronti del pianeta.
Roma non era mai stata così “dentro” le vicende del mondo, eppure i contatti personali del papa con i “grandi” della terra non avevano mai fatto insorgere in alcuno dei sospetti di temporalismo. Cessato il grande allarme della crisi di Cuba, il Papa trasferì nella nuova enciclica anche questo senso di sollievo e di gratitudine. Così, la Pacem in terris fu indirizzata non solo ai credenti cattolici, ma a tutti gli uomini anche non credenti, invitati a promuovere una pace duratura perché fondata sui “quattro pilastri” della ragione, della carità, della libertà, e della giustizia. Il Pontefice precisa, tuttavia, che nessuno dei pilastri è di per sé titolare di diritti: soltanto la persona umana, imago Dei, lo è.
Nelle Beatitudini “gli operatori di pace” sono coloro che credono che la pace non sia solo superamento della guerra, ma edificazione della giustizia; è creazione di un mondo più giusto, in quanto il progresso nel dominio della natura è inteso in rapporto ad una maggiore umanizzazione dell’uomo; ad una più sentita fratellanza. La pace, eredità del Signore, è un dono da offrire, un impegno reciproco, vocazione comune, beatitudine dei figli di Dio (Mt 5, 9). L’accento assoluto cade sull’educazione alla pace attraverso l’annuncio del Vangelo della pace, il perdono e la riconciliazione, la preghiera e la celebrazione dell’Eucaristia. La pace nasce dalle relazioni di reciproco riconoscimento della dignità della persona e delle nazioni, considerate come una famiglia umana. La pace giusta può essere costruita su giustizia, verità, libertà, amore, sviluppo, solidarietà, diritti umani (della libertà religiosa e delle minoranze etniche) e delle nazioni, rispetto per l’ambiente. 

Papa Giovanni XXIII, autore della "Pacem in Terris"
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